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Crisi d’impresa: l’entrata in vigore del Codice slitta al 15 luglio 2022

Massimo Leone
13 lug 2022
Tempo di lettura: 2 minuti, 24 secondi

Il 13 aprile il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto per l’attuazione del PNRR con il quale ha slittato dal 16 maggio al 15 luglio 2022 l’entrata in vigore del testo del Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza. Tale differimento potrebbe essere in linea con il termine ultimo per il recepimento della direttiva “Insolvency”, fissato per il 17 luglio 2022. Prima di questa modifica, il Consiglio dei ministri ha approvato lo scorso 17 marzo uno schema di decreto che introduce la definizione di assetti organizzativi delle imprese e la codifica dei segnali di allarme per prevenire la crisi d’azienda, aggiornati con cadenza triennale.


15 luglio 2022: è questa la nuova data per l’entrata in vigore del Codice della crisi d’impresa.

17 marzo 2022 è invece la data di approvazione di uno schema di decreto, da parte del Governo, che introduce la definizione di assetti organizzativi delle imprese e la codifica dei segnali di allarme per prevenire la crisi d’impresa, da aggiornarsi con cadenza triennale, tra cui:

  • squilibri di carattere reddituale, patrimoniale o finanziario;
  • indici di sostenibilità dei debiti per i sei mesi successivi;
  • prospettive di continuità aziendale per l’esercizio in corso o i sei mesi successivi;
  • indici di sostenibilità oneri d’indebitamento con flussi di cassa;
  • adeguatezza dei mezzi propri rispetto a quelli di terzi, ritardi nei pagamenti reiterati e significativi.

La nuova riforma della crisi è volta a contenere il più possibile i rischi di chiusura delle aziende.

Tra le novità introdotte dal nuovo Codice c’è, infatti, la ridefinizione del concetto di “crisi” come lo “stato di difficoltà economico-finanziaria che rende probabile l’insolvenza del debitore” (art. 2 del D.Lgs. n. 14/2019). Questa fase, essendo un fenomeno fisiologico della vita dell’impresa, non è più vista come una fase irreversibile bensì come un periodo di difficoltà momentanea e, pertanto, superabile attraverso una serie di interventi interni all’impresa stessa.

Il nuovo Codice della crisi pone un forte accento sull’importanza della prevenzione al fine di intercettare tempestivamente la crisi d’impresa: in tale contesto, dunque, tutte le imprese dovranno dotarsi di adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili, che assumono un ruolo strategico nella rilevazione tempestiva dello stato di crisi e nell’assunzione di iniziative idonee al superamento della stessa e al recupero della continuità aziendale.

In questo processo, un ruolo chiave è riservato al monitoraggio costante degli indicatori di crisi, con particolare riguardo alla sostenibilità degli oneri dell’indebitamento attraverso i flussi di cassa che l’impresa è in grado di generare e l’adeguatezza dei mezzi propri rispetto a quelli di terzi.

Ne consegue la necessità per le imprese di monitorare costantemente il mantenimento della continuità aziendale, affinando la capacità di analisi prospettica ai fini di una programmazione (strategica, operativa, economico-finanziaria) connotata dal più elevato grado di attendibilità possibile.

OREVI HA PREDISPOSTO UN SISTEMA DI RILEVAZIONE TEMPESTIVA DELLA CRISI D’IMPRESA E DELLA PERDITA DI CONTINUITÀ AZIENDALE.

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